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IL CAVALLO E LA NEVE

IL GRANDE FREDDO

I PRIMI PARTI

CAVALLI E FANGO

L'ORA LEGALE

LA CURA DEL PIEDE

IL MAL DEL LUNEDI'

I FIENI

IL CAVALLO E LA NEVE 19/02/2018

Per il cavallo la neve non è certo un nemico. Sulla neve corre, si rotola, sgroppa, la assaggia,si diverte.Ma attenzione tutto può cambiare se il cavallo è ferrato e magari montato. In questo caso sotto ai suoi piedi si forma un blocco di neve compressa e ancorata ai bordi interni del ferro che rende il movimento scivoloso, instabile e pericoloso per cavallo e cavaliere. Cosa fare quindi? Essenzialmente 2 sono le soluzioni : o utilizzare il cavallo senza ferri o raccomandare al maniscalco di ferrare con le "gomme da neve", una sorta di soletta apposita che non permette la formazione dell'agglomerato di neve sotto al piede.Molte altre soluzioni vengono spesso proposte, ma sono di brevissima durata e certo non in grado di garantirci una lunga divertente giornata a cavallo.

IL GRANDE FREDDO 26/02/2018

Giornali, televisioni ecc. ci mettono in guardia sull'arrivo di Burian, ma i nostri cavalli che rischi corrono? Cosa fare per loro? 
Il cavallo è un animale che sopporta molto bene il freddo. In natura d'inverno ha un pelo folto e caldo e non soffre certo di problemi legati a raffreddamento corporeo, almeno alle nostre latitudini. Il pericolo invece è rappresentato dalla cattiva gestione. Prima di tutto bisogna ricordarsi di controllare più volte al giorno gli abbeveratoi; il rischio è che gelando non forniscono all'animale acqua sufficiente per potersi dissetare o peggio lo mettono in condizione di dover mangiare ghiaccio o neve che potrebbero dare origine a fenomeni colici "a frigore" con atonia intestinale,blocco della motilità ecc.
Altro rischio è rappresentato dalle possibili correnti di aria fredda che si possono verificare con una sconsiderata apertura di più porte nella scuderia investendo i cavalli magari sudati per il lavoro d'allenamento con correnti d'aria fredda foriere di bronchiti e malattie da raffreddamento.
In ultimo, ma non meno importante, il cattivo uso delle coperte e il calore all'interno delle scuderie. Il cavallo, soprattutto se tosato, viene protetto con più strati di coperte soprattutto di notte (perchè di notte fa più freddo); di notte invece nelle nostre scuderie il calore aumenta sia per la presenza degli animali, sia perchè nessuno continua ad entrare ed uscire aprendo le porte. Il "colpo di freddo" arriva la mattina quando si apre dappertutto per l'inizio dei lavori di scuderia e proprio in quel momento si prendono i cavalli, si legano ai due venti, via le coperte e subito una bella strigliata e spazzolata. Non dobbiamo essere certo noi a spiegare che questo è un comportamento essenzialmente più dettato dall'umanizzazione dell' animale che dal buon senso

I PRIMI PARTI 05/03/2018

Siamo ormai a marzo in piena stagione di nascite, ma il clima non collabora; fa freddo, nevica e tira vento. Cosa fare per difendere i nostri cuccioli?
Direttamente sugli animali nulla. Non utilizziamo coperte né per la mamma né per il piccolo ostacolerebbero la poppata, potrebbero causare difficoltà per il puledro che rischia di rimanere intrappolato da sottopancia e cinghiette comunque andrebbero ad alterare i meccanismi di riconoscimento e propiocezione tra mamma e figlio.
Se il tempo è inclemente teniamoli piuttosto in scuderia, riparati da spifferi e sbalzi improvvisi di temperatura. Prestiamo attenzione agli abbeveratoi puliti e non gelati. Provvediamo ad una corretta alimentazione della mamma ricca soprattutto di buon fieno e appena finito “Burian” ……fuori al sole a galoppare insieme.

CAVALLI E FANGO 12/03/2018

 Ci avviciniamo alla primavera, la temperatura è in rialzo e le piogge stanno imperversando. Nelle zone più alte invece la neve comincia a sciogliersi; il tutto porta ad un notevole “rammolimento” dei terreni e conseguentemente ad un trasformazione delle aree adibite ai cavalli in acquitrini fangosi. Quali sono i rischi per i nostri animali? I rischi sono legati soprattutto alla condizione degli zoccoli; in simili condizioni i sistemi di regolazione dell'umidità dell'unghia e la benda perioplica non riescono più ad essere sufficienti per contrastare l'eccesso di umidità. Le strutture dello zoccolo diventano troppo morbide e poco consistenti, la tenuta dei chiodi diventa minima con conseguente facilità di sferrarsi. Dobbiamo contrastare questa situazione cercando di fornire al nostro animale dei luoghi asciutti con abbondante lettiera pulita e confortevole in maniera tale da permettere alle varie strutture di perdere l'umidità in eccesso e ristabilire la normale consistenza dell'unghia. I ferri, qualora utilizzati, hanno grande importanza. Ferrature a binda larga e ferri chiusi (pianelle) sono assolutamente sconsigliati perchè una volta sprofondati nella fanghiglia aumentano l'effetto ventosa con sforzi eccessivi ai tendini flessori degli arti e altissima probabilità di sferratura con rottura parziale della muraglia. Si consiglia quindi l'utilizzo di animali scalzi o se necessari di ferri a binda stretta che riducano al minimo la resistenza al fango. Per quanto riguarda il resto dell'organismo i problemi sono legati al continuo essere bagnati e conseguentemente esposti alle comuni malattie da raffreddamento. In alcuni casi possono svilupparsi allergie cutanee nei confronti di alcune sostanze presenti nei terreni che a causa dell' umidità si concentrano e permangono sulla superficie cutanea del cavallo dando luogo a desquamazione cutanea, perdita del pelo e conseguenti lesioni da grattamento. Nei casi più gravi è d'obbligo l'intervento del Veterinario.Come sempre pulizia, igiene e buon senso sono alla base della buona salute del nostro cavallo.

L'ORA LEGALE 19/03/2018

Domenica prossima entrerà in vigore l'ora legale. Tutti siamo preoccupati perchè si dorme un'ora in meno, ma quasi nessuno pone l'attenzione sui riflessi che lo slittamento orario avrà sui nostri animali. Il cavallo soprattutto è spesso
la vera vittima. E' un animale abitudinario con bioritmi ferrei e nel caso dei cavalli da corsa con ritmi di allenamento stabiliti e costanti. Bisognerà quindi adeguare il nuovo orario con quello della scuderia cercando di non causare fastidiosi scompensi in maniera troppo repentina. Il modificare lentamente gli orari di scuderia porterà il cavallo ad adeguarsi progressivamente ed anche i suoi ritmi metabolici non ne resteranno sconvolti. A guadagnarci saranno soprattutto i processi digestivi minimizzando così il sempre paventato rischio colica.

LA CURA DEL PIEDE 26/03/2018

Una delle richieste più ricorrenti al veterinario riguarda l'uso di grassi ed altri preparati per la sanità e la buona gestione dello zoccolo. C'è chi propone l'utilizzo del grasso, chi preferisce i catrami, chi ancora sfrutta altri preparati anche di origine naturale tipo la cera d'api.
Quali preferire? Quali sono le necessità dei nostri animali?
A parer mio la premessa che bisogna fare è che un cavallo in buona salute e che non ha particolari problemi non ha alcun bisogno di terapie allo zoccolo.
La natura infatti ha dotato il piede di una serie di sistemi di autoregolazione in grado di garantirne la giusta lucentezza, permeabilità e giusta protezione 
dell'unghia.
Solo in casi particolari, spesso per colpa di terreni o lettiere inadatti, dobbiamo intervenire a protezione del piede.
Il principio è molto semplice e logico.
Se il cavallo ha i piedi troppo umidi bisogna applicare una barriera con l'ambiente esterno in modo da impedire l'ingresso di ulteriore umidità. Viceversa nel caso contrario.
Facciamo un esempio: se gli zoccoli sono troppo morbidi e tengono male l'inchiodatura prima di fare la doccia metterò l'impermeabilizzante sull'unghia e curerò che la lettiera sia assolutamente asciutta.
Se l'unghia invece è vetrosa e secca utilizzerò il preparato dopo aver docciato abbondantemente i piedi ed eviterò lettiera e terreni troppo polverosi e assorbenti.
Un principio vale sopra a tutti: materiali di qualità e prima dell'utilizzo consigliarsi col Veterinario o il Maniscalco di fiducia.

IL MAL DEL LUNEDI' 03/04/2018

In origine questa “malattia” veniva chiamata “mal del lunedì di Pasqua” ecco perchè ne parliamo proprio oggi.

E' conosciuta anche con altri nome più tecnici quali: rabdomiolisi da sforzo, azoturia, tying up ecc. E' clinicamente caratterizzata da improvvisa andatura rigida, difficoltà di movimento e respiratoria, gonfiori dei muscoli interessati.
Il cavallo suda profusamente, ha dolore al movimento e respira sbanfando.
All' esame del sangue gli enzimi muscolari hanno valori altissimi, spesso c'è squilibrio nelle determinazioni dei sali minerali ed anche i valori di azotemia risultano anomali. Le urine sono sublimpide e brunastre.
La malattia deriva da errori di allenamento, con sforzi eccessivi e esercizio non costante accompagnato da sovraccarichi alimentari soprattutto da un'eccessiva quota di cereali.
Il cavallo ai primi sintomi deve essere fermato e con molta attenzione riaccompagnato in scuderia dove immediatamente va attuata una terapia atta a fluidificare il sangue, riequilibrare il patrimonio elettrolitico e dar così possibilità all' animale di ricostituire le fibre muscolari degenerate. 
Mal del lunedì di Pasqua perchè un tempo, da poco ripresa l' impegnativa attività agricola di primavera, i cavalli venivano lasciati in posta per 2 giorni consecutivi (Pasqua e Pasquetta) mantenendo però la normale razione di cibo. Al martedì, alla ripresa del lavoro,esplodeva la malattia.

 

 

I FIENI 09/04/2018

In questo periodo si stanno utilizzando i fieni dell’ anno precedente in attesa del nuovo taglio (maggengo) e della sua fienagione.

Bisognerà quindi attendere agosto per poter somministrare le prime balle di fieno del 2018 e intanto…

Intanto tutti ci troviamo nelle pesti perché la produzione 2017 è stata quasi dovunque di cattiva qualità e di resa molto scarsa tanto da far schizzare alle stelle il prezzo del foraggio. Non solo, ma il prodotto che si trova sul mercato è troppo spesso di bassa qualità e i contaminanti secondari quali muffe e miceti sono invece all’ordine del giorno. Il cavallo è l’animale più sensibile ai contaminanti e la somministrazione di alimento non idoneo corrisponde puntualmente alla comparsa di patologie a carico non soltanto dell’ apparato digerente, ma anche di muscoli, cute, piede, scheletro ed addirittura di patologie a carico del sistema nervoso centrale.

Non è questa la sede per disquisire sui contenuti nutritizi di questo o di quel fieno, ma vogliamo porre l’accento non soltanto sui rischi alimentari, ma anche sulle ripercussioni a carattere generale dovute al fatto che il fieno rappresenta l’ alimento fondamentale e insostituibile per i nostri animali.

Che fare dunque? Possiamo supplire aumentando le quantità giornaliere di mangime? Assolutamente NO perché rischieremmo di esporre l’animale a squilibri alimentari capaci di causare coliche, ipereccitabilità, ulcere, laminite ecc.

Che fare dunque?

Purtroppo non abbiamo scelta dobbiamo rassegnarci a cercare elementi costosi, ma di sicura qualità. Possono ben venirci in aiuto i preparati a base di fieni precompressi, wafer o similari che pur nei limiti del loro confezionamento e dei loro costi costituiscono l’unico sostituto qualitativo reperibile sul mercato.